Soulriding è un’esperienza nuova.
Non è una gara. Non è un raduno. Non è mototurismo.
È un rito moderno su due ruote. Un cammino. Un viaggio dove la fatica non è da evitare, ma da attraversare.

Soulriding prende ispirazione dal mondo del bikepacking – essenzialità, autonomia, orientamento – e lo porta nel motociclismo.
Il partecipante viaggia da solo o in piccoli gruppi, senza supporto, senza logistica, senza comfort.
Solo la propria moto, una traccia GPS, uno zaino leggero e la voglia di mettersi in cammino.

Il percorso è un anello di circa 2000 km, da completare in 6-10 giorni, su strade a fondo naturale, sentieri dimenticati, secondarie silenziose.
Il “giro di boa” simbolico è in Basilicata, terra di pietra, silenzio e luce.
Ogni sera, alle ore 19:00, la manifestazione si neutralizza: è vietato viaggiare fino alle 8:30 del mattino successivo.
Non si corre. Si respira. Si dorme sotto le stelle, in un rifugio, in un campo, in un angolo di mondo.+

Il silenzio non è vuoto. È pieno di tutto quello che hai lasciato indietro.

Nessun cronometro. Nessuna classifica. Nessuna tappa obbligatoria.
Solo checkpoint simbolici: luoghi da attraversare, non per timbrare, ma per ricordare.
Un passo, un colle, un albero, una rovina: ogni segno diventa parte di un percorso interiore, oltre che geografico.

Soulriding è per chi:

  • sa viaggiare in solitudine
  • non teme il bivacco sotto la pioggia
  • considera ogni deviazione parte del cammino
  • non cerca una foto da postare, ma una memoria da tenere

Non c’è supporto tecnico. Non ci sono ristori.
Chi partecipa lo fa in completa autonomia, con moto propria, assicurata e in regola, e firma una liberatoria che afferma una cosa sola:
“scelgo di essere responsabile del mio cammino”.

Soulriding è una proposta nuova nel panorama degli eventi moto.
Una nicchia? Forse.
Ma per chi sente la strada come parte della propria identità, sarà l’inizio di un nuovo modo di stare al mondo.

Soulriding non si spiega. Si fa.